L’assunzione della pillola
non porta all’infertilità

Che la contraccezione ormonale porti all’infertilità è un vecchio luogo comune, che andrebbe debellato, non c’è infatti nessuna correlazione tra la contraccezione ormonale e l’incapacità procreativa. Basti pensare a tutti i benefici extraconcezionali che porta la contraccezione ormonale, come: la prevenzione e il trattamento di cisti o fibromi, cisti ovariche e mammarie benigne, protezione dai tumori all’utero e dall’artrite reumatoide, ma anche trattamento dei disturbi del ciclo e dei disturbi premestruali (emicrania e mal di schiena), sbalzi di umore, irritabilità e depressione.

Recenti studi confermano che la contraccezione ormonale, al contrario, preserva il numero di ovociti, confermando quindi la non interazione con l’infertilità. Eppure la pillola viene usata solo da 1 donna su 5, come afferma la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia.

La Regione in testa come numero di assunzione di contraccettivo ormonale è la Sardegna, seguita da tutte le Regioni del Nord, tranne il Veneto. Il Sud Italia è molto indietro, con Regioni dove le donne che assumono la pillola non arrivano nemmeno all’8%.

In Italia persiste un diffuso timore per gli ormoni, probabilmente per questioni ideologiche, e siamo agli ultimi posti in Europa per l’utilizzo della contraccezione ormonale. In Spagna ad esempio il contraccettivo più usato dalle donne è l’anello vaginale.

La contraccezione e…