Conoscete i miti
sul ciclo mestruale?

Magia, simbolismo, esoterismo: i miti sul ciclo mestruale si sono succeduti nei secoli e nei millenni, guidati dalla superstizione e dalle poche conoscenze mediche-scientifiche. Secondo le leggende il ciclo mestruale era visto come un mezzo di purificazione nei riti di iniziazione, come ingrediente fondamentale per gli incantesimi d’amore, o ancora come una pozione per guarire da mali incurabili. Per gli antichi greci e romani le donne mestruate erano impure.

Di miti sul ciclo ce ne sono molti e alcuni decisamente fantasiosi: se si entra in contatto con una donna nel periodo del ciclo mestruale le sementi seccano, il vino si trasforma in aceto, i giardini vengono devastati, gli specchi si fanno opachi, il rame diventa ruggine, le cavalle abortiscono e le api muoiono. E lo sapevate che se avete il ciclo non potete fare la maionese altrimenti impazzisce? Questa credenza fa parte dei miti sul ciclo mestruale, insieme ad altri quali: non toccare i fiori e le piante, non lavarsi i capelli, non fare le conserve di frutta, non andare dal dentista e non avere rapporti sessuali.

Ovviamente sono tutti falsi e per fortuna, viene da dire, la medicina è venuta in soccorso alle donne e di miti sul ciclo mestruale oggi non ce ne sono più, forse.

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